lunedì 28 dicembre 2009

SOME INTERVIEWS AND REVIEWS OUT IN 2009

This is a bunch of reviews and interviews collected from some webzines and magazines released this year. There are items written in several languages, we reported them as they were originally written, with a link to the source below each one... have a nice reading!


INTERVIEW FROM ROCK SOUND MAGAZINE 01/09

Gli Amia Venera Landscape sono la classica band che saprà farsi notare ben presto, professionale e attenta a tutto ciò che ruota attorno al suo mondo. Ma partiamo dalle fondamenta, facendo un breve riassunto di quanto fatto fin sinora dal sestetto veneto: "A partire dal maggio 2007 - ossia da quando il gruppo ha raggiunto la sua line-up deinitiva - abbiamo avuto la possibilità di fare parecchie date un po in tutta Italia, affiancando in alcuni casi grupp del calibro di Underoath, Misery Signals e Russian Circles. Nel frattempo siamo cresciuti molto anche per quanto concerne l'esperienza in studio, vista la realizzazione di un EP e un album di prossima uscita". Il debutto omonimo, oltre a evidenziare qualità tecniche al di sopra degli standard soliti di un gruppo esordiente, ci mostra quanto gli Amia Venera Landscape siano ricchi di idee: "I tre brani scelti per l'EP con i loro 17 minuti totali sono solo un piccolo tassello del lavoro al quale ci stiamo dedicando da circa un anno. Pur rappresentando una parte di quello che facciamo e che sarà presente nel nostro primo album, abbiamo ritenuto potessero avere una loro vita autonoma anche slegati dal contesto generale, permettendoci così di avere subito un buon prodotto promozionale. Sostanzialmente queste sono le nostre prime composizioni, e forse non rappresentano completamente le potenzialità generali della band, visto che la prima stesura dei bravi è avvenuta nel periodo in cui stavamo sistemando la formazione. Quantificare il tempo speso per la sua realizzazione è difficile essendo il frutto di un processo compositivo molto più lungo che non si limita alla scrittura dei tre pezzi in sè ma bensì alla progettazione di un disco vero e proprio. Sul fronte testi gli argomenti sono diversi. Ci siamo concentrati sul modo in cui l'ascoltatore deve relazionarsi ad essi, all'ambiente nel quale si può muovere per interpretarli al meglio, senza palesare mai ciò di cui si tratta. Abbiamo cercato di far risaltare non tanto l'argomento stesso, bensì il valore che gli si voleva attribuire nel momento in cui è stato scritto. I gruppi che più ci hanno influenzato sono Shora, Kayo Dot, Isis, Dillinger Escape Plan, Cult Of Luna, Knut, Deftones, Meshuggah e Sigur Ros, anche se la lista sarebbe molto più lunga". Il fattore live come detto in precedenza è importantissimo per gli Amia Venera Landscape: "I contesti in cui abbiamo suonato non sono mai stati così lontani da quello che abbiamo sempre fatto o ascoltato. Le nostre influenze musicali spaziano dai più svariati generi musicali, visto che per noi è sempre stato naturale non porci limiti di nessun tipo. Siamo cresciuti nel circuito hardcore ed è normale condividere il palco con gruppi di questo genere. La nostra immagine credo sia maggiormente coerente e credibile affiancata a questo contesto piuttosto che ad una finta nuova scena emo/pop. I gruppi italiani che più rispettiamo musicalmente sono i The Secret, Radio Riot Right Now, Slaiver, Lento ed Ephel Duath". progetti in cantiere per il 2009 sono molti: "Tra febbraio e marzo abbiamo in programma di intraprendere la seconda parte del nostro tour italiano, mentre sempre a febbraio rientreremo in studio per registrare un nuovo brano. A breve faremo finalmente uscire il nostro primo video. Inoltre, in vista dell uscita del debutto, vorremmo trovare una buona label capace di spingerci promozionalmente anche all'estero".




INTERVIEW FROM ITALIANCORE MAGAZINE N.2



Qualche mese dopo la release del video di "Glances", tratto dall'omonimo ep, e dopo la data di supporto ai Dillinger Escape Plan al Velvet l'8 Luglio, siamo di fronte ad una delle bands più avvincenti e affascinanti dell'era "post-metalcore". In un periodo troppo saturo e scarso di originalità, i nostri si dimostrano, a distanza di tre anni, gli indiscussi pionieri del movimento post hardcore/rock/noise (o come preferite chiamarlo) in Italia.

IC: Il vostro ultimo EP è uno dei più interessanti che abbia ascoltato nel 2009. Raccontaci come sono nate le canzoni e a chi vi siete rivolti per la registrazione/mix/mastering.

AVL(Alessandro): Intanto grazie, ci fa molto piacere che ti sia piaciuto il disco. Le canzoni sono nate da giorni, settimane e anni interi chiusi dentro una sala prove buia e fredda. Sono nate con fatica, da molta determinazione, e rappresentano una sfumatura importante del nostro suono e quello che vogliamo esprimere con la nostra musica, che comunque non si è mai voluto limitare (e non si limiterà soprattutto in futuro) solo a questo. I pezzi sono stati registrati presso lo Studio73 di Ravenna con il produttore Riccardo Pasini. Altri arrangiamenti sono stati poi completati nel nostro mini studio personale e il tutto è stato infine mixato dal nostro chitarrista, Enrico. Il master è stato realizzato al Creative Studio da Stefano Cappelli, un grande professionista con cui ci siamo trovati subito in sintonia.


IC: Fate parte dell'agenzia migliore in Italia, l'Hellfire Booking Promotions. Come vi trovate con Matt e soci?

AVL: Con Mattia ci troviamo molto bene. Il nostro rapporto con lui è caratterizzato da grande professionalità, trasparenza e rispetto reciproco. Abbiamo la possibilità di suonare costantemente di spalla a gruppi stranieri di grande calibro, creandoci così visibilità all'interno della scena Nazionale e il piacere di poter condividere il palco con gruppi che, in alcuni casi stimiamo ed ascoltiamo da anni. Ci rendiamo conto che per noi è una grossa opportunità.

IC: Com'è andata la data coi Dillinger al Velvet l'8 Luglio?

AVL: la data è andata discretamente bene a mio avviso. Nonostante l'orario che ovviamente può aver penalizzato dal punto di vista dell'affluenza, suonare coi DEP, un gruppo che ha lasciato un segno in ogniuno di noi, musicalmente parlando, è stato un piacere, oltre che una bella soddisfazione.

IC: Come siete entrati in contatto con Derek Hess (Strhess Clothing) e come siete arrivati ad un accordo per ottenere lo sponsorship?

AVL: Inizialmente ci rivolgemmo a Derek Hess per la realizzazione dell'artwork del nostro cd, ma la questione fu poi abbandonata. Ne uscì invece questo accordo di sposorizzazione da parte del suo marchio, la Strhess Clothing.

IC: Che musica ascolti ultimamente e chi/cosa pensi abbia influenzato il tuo modo di cantare e scrivere?

AVL: Ultimamente sto ascoltando parecchio Intronaut, Ephel Duath, Thrice e A Silver Mt Zion. A livello di influenze nel modo di scrivere e cantare penso che ad aver giocato un ruolo fondamentale siano stati soprattutto Jacob Bannon (Converge) per quanto riguarda il modo di scrivere, e Klas Rydberg (Cult Of Luna) e Karl Schubach (Misery Signals) per quanto riguarda invece il modo di cantare e l'approccio.

IC: Parlaci di Noisecult Records, la tua ettichetta, e del tuo progetto Tears|Before.

AVL: Noisecult è stato un progetto durato due anni e poi abbandonato per mancanza di tempo e denaro. Era un'ettichetta D.I.Y. focalizzata soprattutto su sonorità post hardcore/noise, con la quale ho fatto uscire alcuni dischi. I Tears|Before sono il gruppo in cui suono la chitarra e siamo attivi dal 2007, a livello musicale siamo influenzati da gruppi come Norma Jean, Converge e Neurosis. Quest'anno abbiamo fatto uscire il nostro EP di debutto, Reversal.

Italiancore




REVIEW BY DAGHEISHA (ITA)



Il panorama postcore ci ha offerto in questi anni ciò che di peggio ci saremmo aspettati. Se n'è visto poco di talento, ancora meno le idee in circolazione e sembrava che la scena sopravvivesse per conoscenze e ripetitività, affogando lentamente nella propria apatia. Per sopravvivere serviva una realtà che smuovesse le acque e non lasciasse affondare anche quello che di buono aveva prodotto tutto il panorama italiano. A rincuorare gli animi ci pensano gli Amia Venera Landscape, direttamente da Vicenza. Un gruppo tanto peculiare e prezioso, capace di ridurre la propria personalità in tre tracce che esplodono all'ascolto, lasciando impressionati per la maturità compositiva e il carattere incisivo. 'My Hands Will Burn' è vorace, violenta e lacerante, ha sulle spalle Cult Of Luna, Converge e Burnt By The Sun ma afferra quelle ritmiche vibranti e variate che ne determinano la singolarità, accompagnate dal già noto ma maestoso alternare tra clean e scream vocal. Gli Amia Venera Landscape dimostrano di aver appreso dai maestri il più possibile e di saper rileggere in una chiave propria quei ritmi più melodici che sfociano nell'adrenalina e nei cambi di ritmo e di tempo, come risulta chiaro in 'Nicholas'. Si accostano anche a Neurosis e Isis per costrutti melodici e contorsioni virtruosistiche mai eccessive, specialmente apprezzabili nel finale di 'Glances'. Quei suoni cos' decisi accompagnati da una consapevolezza malinconica e un po' oscura, suggellata dagli artwork ricercati ed impeccabili sottolineano quanto una band così giovane ma già così pronta abbia ben in mente la direzione da intraprendere. Risulta chiaro che un sestetto del genere di strada ne percorrerà tanta per capacità artistiche, compositive e tenacia. In definitiva una realtà italiana tanto particolare da risultare già da un mini ep autoprodotto qualcosa da tenere d'occhio. Peccato che non sempre talento e fortuna vadano pari passo, ma lo auguriamo loro molto volentieri.


Dagheisha





REVIEW FROM NOIZINE (ENG)



A sludgy post-hardcore from an Italian band. Brutal vocals rotate with clean and give to the atmosphere an alternative color.
Technical play of instruments, acceleration and high speed guitars. This EP is a great piece of the work about what this band can do.
Three well enough tracks with a heavy attitude, a hardcore sound and a technical approach. This is the first ever work of this band, but out of the blue is really well structured, great from the composition point of view and very good as a sound. No more to say, give it a try and enjoy their inspiration. Modern metal with alternative strokes of the brush.


Noizine





REVIEW BY OUTUNE (ITA)



Strani i percorsi e le strategie del music biz, anche di quello che si occupa delle nicchie estreme. A fianco di una carrellata interminabile di gruppi metal/post/qualcosa core dotati di scarso talento e di ancor meno idee, ma prontamente messi sotto contratto e ultra pompati dall’etichetta di turno, ogni tanto si ha la fortuna d’imbattersi in ensemble di reale valore, ma che sono costretti ad auto prodursi per farsi conoscere e pubblicare i loro lavori.
Questo è il caso degli Amia Venera Landscape, sestetto veneto qui al suo mini cd di debutto. I ragazzi fanno sul serio: tecnicamente dotati, riescono ad esprimere la loro bravura in composizioni ora intricate ora più dirette e lineari, ma sempre tese a una ricerca stilistica interessante e originale. Post hardcore, certo: di quello DOC, però. In 17 minuti la band comprime, dilata, centrifuga ed assimila i migliori spunti provenienti da questo genere.
“My Hands Will Burn First” aggredisce subito con un suono abrasivo che sa di Burst, Burnt By The Sun e primi Cult Of Luna: chitarre stridenti, ritmiche varie e ben calibrate, sulle quali si alternano scream e voce pulita. Per una volta l’accostamento dei due tipi di cantato è riuscito e non risulta pacchiano. Il cuore del disco è però la successiva “Nichòlas”, quasi nove minuti entro i quali c’è davvero di tutto: una rilettura dei Converge in senso più melodico, scorie soniche mutuate dai Breach, un break centrale quasi ambient, per finire con lente mutazioni a metà strada fra Isis e Neurosis. “Glances” è una rapida rilettura di quanto già messo in mostra, con una maggiore attenzione per la melodia, che si estrinseca specialmente nella parte finale della canzone.
Gusto per i contrasti sonori, ottimo affiatamento tra i sei componenti del gruppo, amalgama strumentale d’impatto, ma che non soffoca i vari timbri in un calderone indistinto (e con tre chitarre all’attivo non è un’impresa così scontata), buon bilanciamento tra parti ispide e violente e digressioni dilatate e armoniche. Un esordio che colpisce per maturità e padronanza dei mezzi. Urge al più presto un serio contratto discografico.
Stefano Masnaghetti


Outune






REVIEW BY RAPIDO PRODUCTION (ITA)

Grandioso esordio degli Aima Venera Landscape: in poco più di un quarto d'ora i sei ragazzi veneti si rivelano una sorprendente realtà del post hardcore, dimostrando un'insospettabile maturità stilistica che li colloca decisamente oltre il ruolo di semplici promesse. Il loro mini album è un breve ma significativo esempio di come è possibile rielabolare risapute strutture sonore esprimendo soluzioni sorprendentemente originali. Se la base di partenza rimane il classico suono alla Neurosis (nome di riferimento del genere), gli sviluppi compositivi si orientano verso inediti percorsi che spaziano dal death metal più evoluto a inconsuete escursioni armoniche. Una ritmica potente e lineare fa da base a riffs chitarristici devastanti, dove peraltro si evidenzia costantemente una preziosa quanto elegante attitudine, ben espressa del resto negli accurati arrangiamenti vocali, in cui lo screaming (voce urlata) ben si alterna con il cantato più classico, senza alcun avvertibile contrasto. "My Hands Will Burn First" riassume in una rapida e travolgente sequenza di variazioni ritmiche l'essenza inquieta dell'anima del gruppo, miscelando il thrash ultratecnico ad aperture quasi "gotiche". "Nicholas" è una vera e propria suite, dove si alternano imponenti assalti del metal più pesante a inaspettate parentesi di ipnotica trance music, splendidamente amalgamati lungo un affascinante percorso che si snoda progressivamente senza soluzione di continuità. "Glances" è un connubio tra il fragore chitarristico più efferato e aperture melodiche che non è esagerato collegare a riferimenti classicheggianti. Tecnicamente ineccepibile, il mini album degli Aima Venera Landscape è la prova di come anche un'autoproduzione possa esprimere alla grande autentici talenti artistici. Si può solo immaginare cosa potrebbe realizzare questo gruppo in futuro... Intanto, le premesse sono davvero esaltanti. Una gradita sorpresa!

Radio Production





REVIEW BY NEUROPRISON (ITA)



Gli Amia Venera Landscape sono un giovane sestetto veneto che si pone senza dubbio tra le migliori nuove realtà del panorama musicale nazionale, con una proposta davvero accattivante che travalica i generi.
Dopo un demo autoprodotto del 2007, la band partecipa alla compilation Neurosounds Vol.1 con il brano “a new aurora”, subito in grado di distinguersi all’interno di una nutrito numero di ottimi ed emergenti gruppi nostrani; successivamente, con una lineup ormai consolidata, arrivano ancora maggiori consensi e visibilità, anche grazie ad un’attenta attività live.
Recentemente è stato quindi pubblicato l’atteso ep di debutto omonimo che, seppur consta stranamente di soli 3 pezzi, riesce nei 17 minuti in questione a metter in luce tutte le peculiarità della band, proponendo una miscela sonora particolarmente interessante e soprattutto di pregevole fattura, sia dal punto di vista compositivo che squisitamente tecnico.
Registrato agli Studio 73 di Ravenna da Riccardo “Paso” Pasini e Federico Tanzi, con parti vocali e strumentali addizionali presso i Garage Studio ed i Venera Studio, l’ep mette in luce una band matura e decisamente cresciuta rispetto al demo, sia nelle partiture strumentali che nella gestione e l’uso delle due voci (una in screaming ed una melodica), ma soprattutto con un approccio molto professionale, ponendosi già su standard qualitativi da band di caratura superiore.
Le influenze del loro sound sono varie ed apparentemente difficilmente conciliabili, partendo dai Cult of Luna (in particolare del periodo “Salvation”), passando per Underoath e Thursday, fino a Kayo Dot, Dillinger Escape Plan e Tool. I tre brani proposti rappresentano quindi tre diversi lati della loro personalità sonora: dall’approccio diretto ed intenso, aggressivo e dinamico dell’opener “My Hands Will Burn First” all’incidere fortemente progressivo e ricco di sfaccettature della lunga “Nicholas” (ove fa capolino una voce femminile di sottofondo e viene dato ampio spazio al synth e ad atmosfere soffuse ed ambientali), per concludere con “Glances” in modo decisamente più easy listening, strizzando l’occhio a melodie vocali di facile presa ma sempre con perizia e classe, lasciando per un attimo in secondo piano il possente assalto a tre chitarre caratterizzato da stacchi e imperiose dissonanze e che, unito ad un drumming potente, fantasioso e tecnico, si delinea come elemento cardine e fondamentale del loro approccio di base.
Resta il rammarico per la scarsa durata dell’ep, soprattutto vista la validità della proposta, ma guardiamo il risvolto positivo…alla luce di questa prestazione il loro futuro esordio sulla lunga distanza sarà una delle uscite da attendere con maggiori aspettative e su cui puntare ad occhi chiusi, su questo credo che molte attente etichette nazionali ed internazionali saranno d’accordo.


Neuroprison

REVIEW BY ROARZINE (BEL)



De combinatie van de atmosferische en melodische kanten van post-rock met zwaardere muziekstromingen zoals metal en sludge is iets wat al een lange tijd geleden naar voren is gekomen met acts als Cult of Luna, ISIS en Neurosis. Nu is een combinatie van post-rock en hardcore dan ook niet zo ver gezocht en kan men dit als natuurlijke evolutie beschouwen. Een van de meest veelbelovende en jonge acts uit deze combinerende hoek is het Italiaanse sextet Amia Venera Landscape.
Amia Venera Landscape is de belichaming van de uitstekend uitgevoerde combinatie van post-rock en hardcore. De uitvoering draagt veel atmosfeer met zich mee, van rustige breaks tot melodische atmosferen die kunnen wisselen van een hoopvol gevoel tot het andere uiterste, het desolate en verloren. De hardcore kant van dit Italiaanse collectief is uitermate technisch opgesteld en is in velen gevallen dan ook niet voor de hand liggend. Het gebruik van grunts en cleane vocals is hierbij een uitermate frisse aanpak, vooral vanuit het standpunt gezien dat de vocals door twee verschillende leden op zich genomen worden, waardoor het een duidelijke plaats in het geheel krijgt.
In 2009 brachten ze deze self-titled EP naar voren die erg goed is ontvangen en waardoor ze al flink naam hebben gemaakt. Eerlijk is eerlijk, de EP telt drie nummers en zonder schaamte kan er gezegd worden dat deze drie nummers meer speeltijd hebben gekregen dan menig full length. De drie nummers variëren dan ook dermate dat verveling niet snel toe zal slaan! Met invloeden vanuit hardere sectoren, zoals act als Underoath en Misery Signals, maar ook met zachtere kanten, zoals Sigur Rós en de zachtere kant van Deftones, is Amia Venera Landscape een hoog aangeraden act waar aandacht voor gevraagd mag worden. 2010 kàn zelfs het jaar zijn dat ze Europa aandoen, mèt een full length. De verwachtingen zijn uitermate hoog na een EP van dit kaliber! 5/5

Roar Zine

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